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10 cose che ho imparato sulla vita in Cina

La Cina è un mondo talmente grande che non basterebbe una vita per conoscerlo tutto. Ogni giorno in questo paese è una nuova avventura e scegliere solamente 10 cose – più o meno serie – dove esistono mille differenze con la cultura occidentale non è affatto facile. Queste sono quelle che più hanno colpito la mia attenzione dopo ormai due mesi trascorsi sul suolo cinese. (Il tempo vola!)

1. Selfiemaniaci
Essere un laowai, cioè uno straniero, in Cina significa ricevere una pioggia di complimenti. È normale (e piuttosto strano) sentirsi dire ni hen piaoliang – sei bellissimo/a – anche da perfetti sconosciuti, quotidianamente. Quasi sempre alle lusinghe si accompagnano richieste di selfie a valanghe e scambi di contatti su Wechat (il Whatsapp/Facebook/Google cinese tutto in un’unica applicazione), anche nei posti più assurdi: taxi, supermercati, ristoranti, all’uscita dalla lezione di spinning in palestra. Quella dei selfie è una vera e propria croce che ogni straniero deve sopportare e che avevo già sperimentato quando vivevo in India, ma credo appartenga un po’ a tutta l’Asia. Il risultato è quello di sentirsi un po’ dei vip, un po’ protagonisti di un bizzarro Truman show. La Cina è l’Eden dei narcisisti, senza che ci sia assolutamente ragione di tutta questa ammirazione. Complimenti e attenzioni, totalmente sproporzionati alla realtà, scaturiscono dell’estrema gentilezza e cordialità che sono uno dei tratti più amabili della cultura cinese.

2. Come comunicare in Cina


Se non si conosce il cinese comunicare può essere difficile, in Cina quasi nessuno parla inglese e in pochissimi vanno oltre 2-3 frasi banali. La barriera linguistica viene aggirata grazie ad una serie di meravigliose app che traducono istantaneamente – alcune piuttosto decentemente devo dire – permettendo quantomeno di avere una conversazione basilare. In fondo, se non sai il cinese quello strano, in un paese di oltre un miliardo di persone, sei tu, e non il contrario! Il lato positivo è che imparare il mandarino in Cina è incredibilmente stimolante, non avendo altra scelta se non studiare oppure chiudersi nel mutismo. Essendo una lingua tonale, dove diverse pronunce hanno diversi significati, le incomprensioni sono all’ordine del giorno, ma il bello è che nessuno ve ne farà una colpa, soprattutto perché a parti invertite sarebbe lo stesso un disastro!

3. Riguardo il cibo


Il cibo cinese è magnifico e non fa sentire la mancanza di quello di casa, nonostante l’assenza totale di qualsiasi tipo di formaggio. Ci si mette un po’ ad imparare ad usare le bacchette, soprattutto per piatti come i noodles in brodo o l’Hotpot, e ad imparare il galateo delle kuaizi. A pranzo nella mensa della mia scuola una volta mi è stato rimproverato di averle infilate verticalmente nel riso, errore a quanto pare imperdonabile di cui ancora oggi ignoro la ragione. Ad ogni modo, sono sicura di aver fatto innumerevoli pasticci a tavola, un po’ come gli americani che bevono il cappuccino con la pizza. Ma i cinesi sono pur sempre provvisti di una pazienza e generosità sconfinate e perdonano sempre e comunque, e soprattutto loderanno in ogni caso i vostri progressi con le bacchette anche quando, palesemente impediti, schizzerete cibo ovunque.

4. L’ospitalità
L’ospite in Cina è sacro, e questo assunto porta al verificarsi di situazioni piuttosto imbarazzanti. Al ristorante, il concetto di “dividere il conto” è totalmente sconosciuto. Da quello che ho potuto capire, si paga una volta per uno, ma spesso si fa una gran fatica a reclamare il proprio turno e il momento del saldo diventa una guerra a chi fa prima ad aprire Wechat, che – vedi sopra – è il modo in cui in Cina si paga praticamente ogni cosa. Spesso non si parla di cifre esorbitanti – mangiare fuori costa pochissimo – ma resta comunque il fatto che la generosità cinese è talmente grande da essere davvero difficile da ripagare. Generosità che si estende ad ogni altro ambito della vita quotidiana e che non ha eguali nella cultura occidentale. Semplici sconosciuti sono disposti a fare e dare più di quanto ce ne sia effettivamente bisogno, cosa totalmente aliena a sedicenti rapporti d’amicizia stretti in casa propria.

5. Liberi di essere strani
Una cosa che ho amato dell’India e sono stata entusiasta di ritrovare in Cina è la libertà di poter essere stravaganti. Non importa quanto sia assurdo quel che indossi o ciò che fai in pubblico: qui nessuno ti giudicherà. Che sia lavarsi i denti in mezzo alla strada o indossare i calzini con le infradito o sfoggiare stivali col tacco in palestra. Ciò che sembrerebbe assurdo (se non peggio) agli occhi di un occidentale permette in realtà di affrontare la vita in modo decisamente più rilassato.

6. Tempo libero
Uno degli lati positivi dell’insegnare in Cina è la gran quantità di tempo libero che si ha generalmente a disposizione. Lavorare poco ed essere pagati profumatamente è il motivo per cui la Cina attira tanti stranieri, giusto o meno che sia, soprattutto considerato che gli orari lavorativi dei cinesi sono ben più lunghi.

7. Com’è insegnare inglese in Cina


Il sistema scolastico cinese è estremamente diverso da quello italiano. Uno studente cinese passa le sue giornate a scuola fin dall’asilo; solitamente l’orario di uscita è intorno alle 18. A scuola si fa colazione, si pranza e si cena insieme. Ogni momento della giornata è scandito quasi in modo militare: l’entrata in classe, il momento degli esercizi in cortile tutti insieme, i pasti. Riguardo quest’ultimo punto, nelle scuole cinesi gli studenti sono abituati a servire a turno i propri compagni (spesso portando in giro pentoloni più grandi di loro!) e a lavare piatti e bacchette una volta finito di mangiare. Un capitolo a parte merita l’insegnamento dell’inglese, che in un paese competitivo come la Cina rappresenta un business molto redditizio. La maggior parte dei bambini seguono corsi extra-scolastici anche nel weekend. Essendo il livello di molti docenti cinesi decisamente basso (come quello nazionale, del resto), le scuole pubbliche e private investono ingenti risorse per attirare stranieri ad insegnare inglese in Cina, offrendo alloggio gratuito, corsi di lingua e bonus a fine contratto. Non a torto, le scuole qui hanno fama di avere una disciplina piuttosto severa. Ci si aspetta quindi di trovarsi di fronte a piccoli soldatini educati e rispettosi. Sbagliato: proprio perché le lezioni “normali” impongono un rigido codice di comportamento, durante le ore con un insegnante straniero, che normalmente sono viste come un momento di svago, gli studenti sono iperattivi e chiassosi. Di contro, c’è da dire che i bambini cinesi sono alunni meravigliosi: entusiasti, coinvolti, affettuosi ed espansivi.

8. La Cina investe sui giovani
Uno degli aspetti che più mi hanno colpita della società cinese è la grande attenzione che viene dedicata ai bambini. Si ha davvero la percezione che il paese voglia investire molto sulle giovani generazioni, fin dalla più tenera età. Asili e scuole sono sfavillanti e super-attrezzati e i genitori non badano a spese riguardo l’educazione. Il rovescio della medaglia è che ogni momento libero viene fagocitato da studio e attività extra scolastiche, lasciando ben poco spazio a tutto il resto.

9. Il matrimonio
Tra una lezione e l’altra, un giorno un insegnante della mia scuola mi ha spiegato di aspettarmi sempre le solite 3 domande dagli sconosciuti in Cina: «Da dove vieni?», «Quanti anni hai» e «sei sposata/o?». A questa lista aggiungo anche un «e quando ti sposi?», quesito che scatta immancabile quando il tuo curioso interlocutore scopre che hai un fidanzato. Il matrimonio in Cina è importantissimo e ci si sposa molto giovani per i nostri standard. A 27 anni si è già vecchi, il che mi rende una specie di zitella senza speranza più o meno.

10. Guida spericolata
Pensavo di aver visto ogni tipo di follia stradale nei 7 mesi passati in India, ma in Cina il concetto di codice della strada è su un altro livello. Nel traffico indiano anarchia e caos regnano sovrane, eppure c’è una specie di tacito regolamento noto soltanto ai locali che fa sì che il peggio venga sempre evitato. Nonostante abbia viaggiato su mezzi piuttosto discutibili, l’India mi dava una sicurezza che in Cina non c’è. Qui, semplicemente, vige la legge della giungla e il mezzo più grande, seguito dagli autobus e dai taxi, ha sempre ragione, ergo vi taglierà la strada. Guidare con gli occhi incollati allo schermo del cellulare è considerato normale, anche in motorino. In due mesi ho visto 4 incidenti causati semplicemente dalla superficialità alla guida. Roba che a confronto Nuova Delhi sembra (quasi) la Svizzera.


10 things I’ve learned from living in China

China is so huge and complex that it would take a lifetime to know it all. Everyday in this country it’s a new adventure and choosing to talk about just 10 things – more or less serious –  where the differences with western cultures are many more is not easy at all. Here are the ones which impressed me the most after 2 months in China (how time flies!).

1. Selfie-maniacs
As a laowai – foreigner in Mandarin – you will receive compliments all the time in China. It’s very common to hear ni hen piaoliang (you’re beautiful) even from complete strangers, on a daily basis. Almost every time this comes along with the request to do a thousand selfies together and to exchange Wechat contacts (the Chinese Facebook/Whatsapp/Google all in one app), even in the oddest places: taxis, supermarkets, restaurants, after spinning class at the gym. As a foreigner you can’t escape this routine, which I already experienced when I was living in India, and I now think it may belong to all Asia. You end up feeling a VIP, or the main character in an absurd Truman show. China is the narcissist’s heaven, and it’s pretty much nonsense. But don’t get fooled; all this flattery simply derives from the extreme kindness and friendliness which are among the best traits in Chinese culture.

2. Communication

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Not knowing Mandarin can give you a bad time in China as you will hardly find someone who can speak decent English. Nonetheless, the linguistic barrier is easily overcome thanks to many amazing translation apps (some of them are actually very good) which will allow you at least to have a basic understanding of your Chinese spokesperson. At the end of the day in fact, you’re the weirdo if you cannot communicate, not them! Especially considered that you came living in a country that has more than one billion people. The positive side of this is that learning the language while in China is incredibly exciting, as you have no choice other than studying or developing muteness. Being Mandarin a tonal language, where different pronunciations have different meanings, misunderstandings occur all the time, but no one will blame you, since Chinese people attempting to speak English would equally end up a disaster!

3. About food

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Chinese food is absolutely great and it won’t make you miss your own, despite the total lack of dairies. It takes a while to learn how to use chopsticks, especially when eating Soup noodles or Hotpot, and to learn the kuaizi etiquette. At my school’s canteen I was once admonished for having stuck them vertically in my rice bowl, unforgivable mistake for which I still ignore the reason. Anyway, I’m quite sure I made a lot of other mistakes when eating out, pretty much as the Americans you might see eating pizza with cappuccino. Luckily, Chinese people have an infinite patience and will always forgive your eccentricity, praising your ability to use chopsticks even when you’re disseminating food all around.

4. Hospitality
In China any guest is sacred, and this may imply embarassing outcomes. When eating out there no such thing as sharing the bill. So far, I’ve acknowledged that people use to pay rotating, but it’s still hard to claim your turn and when the bill come along it’s a war when everyone quickly grabs their phones to launch Wechat that – as mentioned above – is the favorite method of payment for everything in China. More often than not, it’s not a lot of money – eating out is quite cheap – but still, Chinese generosity can be very hard to pay back. This altruism extends to many other aspects of life and there’s no such thing in Western culture. Complete strangers may do for you more than it’s actually necessary, something that I experienced can be unknown to many so-called “friends” back home.

5. Relax and be weird
The thing I loved the most about my time in India, and that I had happily encountered again in China again, is the freedom of being as eccentric as you like. No matter how strange your clothes look or what you do when out in public, no one will judge you. It might be brushing your teeth in the middle of the street, wearing socks with flip flops or heels at the gym. What may look odd (or worse) to a westerner here is acceptable and allows people to face life way more relaxed.

6. Spare time
One of the positive aspects of teaching in China is the significant amount of free time. Working a bunch of hours per week and still being paid quite decently is the reason why China attracts so many foreigners – right or wrong – while the locals’ schedules are usually busier.

7. Teaching in China

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Chinese education system is very different from the Italian one. Every student spend his whole day at school here, since kindergarten; usually they leave around 6 pm. At school you have breakfast, lunch and dinner, all together. Each single moment of the day is defined in a military-style: school entry, exercise time in the yard, meals. Regarding the latter, in Chinese school it’s normal for the students to serve their schoolmates meals in turns (and carrying pots bigger than they are!), as well as washing the dishes when done. Teaching English is a chapter on its own; in a highly competitive country such as China it’s a very rewarding business. Children often have extra-curricular lessons over the weekends. Being the English skills of many Chinese teachers quite poor (as the average national level), private and public schools invest a lot of resources to attract foreigners by offering perks such as free housing, Chinese courses and bonus at the end of the contract. With good reason, Chinese schools have a reputation to have a strict discipline. You therefore expect the students to be respectful and polite, but it’s not always like that. In fact, due to the fact that regular classes impose a flawless behaviour, they tend to be loud and overactive in the presence of a foreign teacher. Anyway, Chinese children are amazing pupils: always engaged, enthusiastic, involved.

8. China invests on young generations
One of the things that soon caught my attention is the great consideration towards kids in Chinese society. You really get the feeling that the country wants to invest a lot on young generations. Kindergartens and schools are brand new and well equipped while parents are not afraid to spend a lot of money on education. The bad side is that children have almost no spare time: every moment is dedicated to homework or outside-school activities.

9. Marriage
At school, in between a lesson and another one day a teacher told me I should always expect the same three questions from Chinese people: «Where are you from», «How old are you» and «are you married?». I’d personally add «when are you getting married?» that always comes up when your curious spokesperson finds out you have a boyfriend. Marriage in China is still so important and people marry very young compared to westerners. 27 years old would be a very late age to do so, which makes me a sort of hopeless spinster I guess.

10. Crazy drivers
I thought I had seen it all in India, regarding traffic craziness, but in China the road rules are even worse. In India, streets are all about anarchy and chaos, still, there’s a sort of agreed regulation known only to the locals that always prevents the worst to occur. Despite having travelled on very questionable means of transportation, India provided me with a sense of “safety” that is absent in China. Here the jungle law rules the traffic and the biggest mean of transport has the right to pass before all the others. Driving while texting is absolutely normal as well, even when on a motorbike. I’ve seen 4 car accidents in 2 months, simply caused by people’s shallowness. Compared to China, New Delhi (almost) reminds me of Switzerland!

6 risposte a "10 cose che ho imparato sulla vita in Cina"

  1. Come mi piacerebbe tornare in Cina! Sono stata solo 2 settimane a Pechino ma me ne sono innamorata 🙂
    Goditi questa meravigliosa esperienza! Quanto tempo rimarrai?

    ps. le bacchette in verticale dentro il riso sono un simbolo di morte, perché ricordano le bacchette di incenso che si accendono in verticale in onore ai defunti. Ecco perché a lor non piace vederle usate così!

    Mi piace

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