viaggi

Memorie di un Erasmus

Non è facile parlare di Istanbul perché non importa cosa ne dici, ci sarà sempre qualcuno che la penserà in modo diverso da te. Ci sarà sempre qualcuno pronto a discutere con te su politica, sicurezza, calcio (argomento fondamentale in Turchia), cibo, religione, sui turchi, su tutto. Istanbul è stata la meta del mio Erasmus: sono atterrata qui in un afosissimo agosto nel 2014, nel momento in cui la temperatura politica si stava già scaldando, ma nessuno poteva immaginare le brutte storie recenti. Ho trascinato le mie valige per innumerevoli piani di innumerevoli scale perché ad Istanbul pare non sia di moda usare l’ascensore. Ho traslocato una volta e ancora valige e scale. Mai capitato un appartamento o un ostello al primo piano, ovviamente. Il sali/scendi continua anche per le strade; Roma non è l’unica città che sorge su 7 colli e andare a fare la spesa è meglio della palestra.

istanb

ist

10872726_10205381271792029_7460826742423436338_o

Cengelkoy è stato il quartiere dove ho trascorso gli ultimi mesi e quello dove ho amato di più vivere, con la sua atmosfera romantica da piccolo villaggio, le barche colorate e i locali affacciati sul Bosforo; una zona che sembra distante anni luce dal centro turistico di piazza Taksim, dove nel weekend l’alcool scorre a fiumi e i locali suonano musica a tutto volume fino a tarda notte.

cengelkoy_istanbul_turkey_by_belkibirgun-d372men

Istanbul è così: passando da un quartiere all’altro sembra davvero di cambiare paese. Per questo è difficile dire di conoscerla davvero, a meno di non passarci mesi, o anni. In pochi altri luoghi c’è lo spirito cosmopolita e la diversità che si trova qui. Se nel distretto di Fatih si incontrano solo donne coperte dalla testa ai piedi e uomini in vestiti tradizionali e barbe lunghe, la movida nel quartiere di Beyoglu farebbe impallidire quella di Ibiza.

Istanbul l’ho amata e odiata; odiata per la lingua impossibile, per l’ottusità della burocrazia, perché nessuno parla inglese e per la sua capacità di farmi sentire davvero sola e lontana anni luce da casa, nonostante fossi relativamente vicina a Roma. Amata per il calore della sua gente, per la gattofilia dei turchi, per i suoi sapori, colori, per l’incredibile avventura di trovarsi in un posto simile eppure tanto diverso dall’Europa, per il caffè turco e per il cay, per i dolci ottomani, per le sfide da affrontare giorno dopo giorno, perché è stata l’esperienza che ha aperto i miei orizzonti. Ho amato questa città spaccata in due e adagiata tra Europa ed Asia; ho amato i traghetti che in 10 minuti ti permettevano di passare su un continente diverso, pieno di promesse agli occhi di turisti e viaggiatori. Ho amato il suo lato turistico e quello meno noto.

10603535_10204669909408414_5767528301964840084_n

10606159_10204584273427568_4839355266822368166_n

10623587_10205024947164136_759787297383736153_o

10697293_10205024953684299_2126012690293476195_o

10687302_10205018422241017_6931332133535383324_o

10679754_10205223156199238_529792063274063216_o

10750134_10205275158379260_2149067512595282623_o

10679507_10204719385525286_2704429844423034506_o

1799079_10205275154859172_7298350448633994897_o

1911942_10205024962604522_7019463158368808313_o

Il sistema universitario turco invece mi ha un po’ deluso; il livello mi è parso più scarso rispetto all’Italia, ma è pur vero che Istanbul ospita decine e decine di atenei e un solo parere non fa statistica. Ho però amato l’accoglienza, la disponibilità, l’incoraggiamento e le sfide dei miei professori, quelli sì, decisamente più invidiabili di quelli italiani.

Come spesso accade, le cose che più ci colpiscono e restano impresse nella memoria sono quelle che meno ci si aspetterebbe. Uno dei ricordi più vividi che ho di Istanbul è l’incredibile quantità di negozi di vestiti da sposa nel distretto di Fatih: centinaia di boutique –una accanto all’altra – che vendono abiti nuziali di ogni foggia e colore, per buona parte incredibilmente kitsch. Tutt’oggi credo che questo enorme quartiere soddisfi il fabbisogno nazionale di abiti da sposa dell’intera nazione.

Turkey2012.._05_15_0062

SONY DSC

3451360887_50082b4324_o

DSC_0119

La parola che descrive meglio Istanbul è meraviglia: questa città non ha mai smesso di stupirmi neanche dopo mesi, ciò che credevo di aver imparato poteva essere smentito in un attimo. Nei miei ricordi resta il profumo del tè nero bevuto a tutte le ore, le discussioni sulla politica, il tramonto sul Bosforo, il senso di libertà e di malinconia che avvolgono questa città. Ora che studenti stranieri e turisti sono scappati non saprei immaginarla, né pensare a cosa ne sia stato di quell’atmosfera internazionale che era il vanto della Capitale turca, che chi poteva non ha saputo o voluto difendere.

10275602_10204719409125876_5431448302329779240_o

10872930_10205381275352118_9362101784411213_o


Erasmus Memories

Writing about Istanbul is not easy because it doesn’t matter what you say, there will always be someone with different thoughts. There will always be someone ready to argue with you on politics, safety, soccer (most important topic in Turkey), food, religion, Turkish people, on everything you can think about. Istanbul was the city I chose for my Erasmus exchange program: I arrived to study there in a very sultry August in 2014, when the politic climate was heating up but no one could imagine what would follow. I dragged my suitcases up and down on a countless number of stairs, since apparently Istanbul has no elevators. I even relocated to a different apartment once and, again, suitcases and stairs. Of course I never stayed in a house or hostel at the first floor. This up and down continues in the streets; Turkey’s Capital was build on 7 hills and going out for grocery shopping is way better than owning a gym membership.

istanb

ist

10872726_10205381271792029_7460826742423436338_o

I’ve spent my last months in a neighborhood called Cengelkoy which I loved deeply, with its tiny little village romantic atmosphere, its colourful boats and its cafeterias placed on the Bosphorus shores. Completely different from the touristic spots around Taksim square, where in the weekends you can find non-stop alcohol and clubs playing loud music until late at night.

cengelkoy_istanbul_turkey_by_belkibirgun-d372men

That’s Istanbul: by moving around different areas in the city you get the feeling you have reached a different country. For this reason you can hardly say you know it well, unless you spend there years . In the district of Fatih you will only bump into women covered from their head to their feet and man traditionally-dressed with long beards, and at the same time (not far away), the nightlife in Beyoglu can totally compete with European cities.

I both hated and loved Istanbul; I hated it for the impossible language, for the stupidity of the bureaucracy, because no one could speak English and for the city’s ability to make me feel alone and so far away from home, even thought I was relatively close to Italy. I loved it for Turkish people’s warmth and for their crazy love for cats; for its flavours, colours, for the incredible adventure of being in a place so similar to Europe and yet so different, for Turkish coffee and for cay, for the Ottoman sweets, for the everyday challenges and because it was the experience that broadened my horizons. I loved this divided city, half-built in Europe and half in Asia; I loved the ferry boats that led you in just 10 minutes on a different continent, full of promises for tourists and travellers. I loved its touristic spots as well as its offbeat places.

10603535_10204669909408414_5767528301964840084_n

10606159_10204584273427568_4839355266822368166_n

10623587_10205024947164136_759787297383736153_o

10697293_10205024953684299_2126012690293476195_o

10687302_10205018422241017_6931332133535383324_o

10679754_10205223156199238_529792063274063216_o

10750134_10205275158379260_2149067512595282623_o

10679507_10204719385525286_2704429844423034506_o

1799079_10205275154859172_7298350448633994897_o

1911942_10205024962604522_7019463158368808313_o

Regarding the purpose of my stay, I was a bit disappointed with Turkish system of education: I felt like the level of the courses in my university was a little poorer compared to the Italian one; it’s also true that Istanbul has dozens of Universities and I can only speak for my own experience. However, I loved my welcoming, encouraging and always present teachers, whom I really missed once I was back to my home institution.

More often than not, the things that get stuck in our memory are those you’d never expect. One of the most vivid image I have from my time there is the incredible amount of shops selling bride dresses in the district of Fatih: hundreds of boutiques exposing garments of every colour and shape you can think about, most of them incredibly kitsch. I still believe that this huge neighborhood satisfies the whole nation’s request for bride gowns.

Turkey2012.._05_15_0062

SONY DSC

3451360887_50082b4324_o

DSC_0119

The word that best describes Istanbul is wonder: this city never failed to surprise me until the end of my stay; what I thought I knew could be proved wrong any time. I keep in my memory the smell of black tea, the political arguments, the sunset on the Bosphorus and the sense of freedom and melancholia that surround this city. I can’t imagine Istanbul today, now that foreign students and tourists ran away; nor I can think about the Turkish Capital without its international atmosphere which was its pride, something that sadly was not safeguarded by the ones who could to do that.

2 risposte a "Memorie di un Erasmus"

  1. Complimenti per tutte le tue esperienze: solitamente leggo storie di expat che partono da un esperienza in Inghilterra o Spagna e poi finiscono in America o Australia ( un po’ come me) , ma tu hai vissuto in paesi completamente fuori dalla nostra comfort zone e ti ammiro molto per quello!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...