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Chengdu

Sono tornata da Chengdu e tra poche ore sarò su un aereo per Shanghai. È stata una vacanza strana ma meravigliosa. Il mio telefono è andato e sto imparando ad usarne uno cinese senza VPN, Whatsapp, Facebook, Instagram, Google ecc. Praticamente sono regredita all’800. Mi importa poco in realtà perché sono tornata ancora più innamorata di questo paese. Chengdu è molto diversa da Xi’an e non me lo aspettavo, è grigia, enorme, ultramoderna e multiculturale. Per la prima volta ho visto tracce di religione in Cina nei suoi tanti templi buddisti e nel quartiere tibetano, affollato di monaci e ristoranti tipici. Sono riuscita a vedere tutto quello che volevo anche se ero convinta che non ce l’avrei fatta.

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Il primo giorno sono stata a Jinli, una grande area pedonale paradiso dello street food. In Cina in questi giorni si celebra il Capodanno ed era affollatissima. Ma comunque un posto magico. Seguendo i preziosi consigli di chi ci vive da anni sono andata a cena nel quartiere tibetano, a due passi da Jinli, un luogo affatto turistico dove si mangia divinamente.

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Chengdu è la città dei panda e quindi il secondo giorno è stato dedicato al panda-watching. Ho imparato tantissimo su questi pigri animali. Ad esempio che si accoppiano raramente, che una femmina di panda ha il 50% di possibilità di dare alla luce dei gemelli – ma che si prenderà cura solamente di quello più sano, e che gli animali adulti evitano caldamente qualsiasi sforzo a causa della loro dieta ridotta quasi soltanto al bambù. Al momento della sua nascita nel 1987 il centro, che vuole stimolare la riproduzione in un ambiente controllato, contava 6 esemplari, che oggi sono diventati 146.

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Non pensavo di farcela a causa della distanza e del tempo limitato che avevo a disposizione, invece sono riuscita ad andare a Leshan a vedere la statua di Budda più grande del mondo, che sognavo di vedere da tempo. Andarci durante le vacanze è FOLLE, io ho fatto qualcosa come due ore e mezza di fila. Per arrivare ai piedi della statua si percorre una scalinata ripidissima, che nei giorni di punta è intasata. Comunque ne è valsa la pena e sono contenta di essere andata nonostante ci abbia messo un’eternità per percorrere un centinaio di scalini.

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Un posto meno mistico ma assolutamente imperdibile per cogliere ogni sfaccettatura di Chengu è Chunxi road, vicino la famosa Tianfu square con la sua statua gigante di Mao. È il quartiere dove ci si rende conto di com’è la Cina moderna, con le sue luci, schermi pubblicitari giganteschi e negozi che vendono ogni cosa, il che lo rende il posto per lo shopping per eccellenza. Le foto che avevo di Chunxi erano tutte sul mio telefono e quindi ciaone. Da qualche parte ho letto che si usa dire che chi va a Chengdu e non visita Chunxi lu non vede davvero la città. Dopo esserci stata penso che sia vero, il che può sembrare strano perché Chunxi non è né un sito storico o di interesse culturale. Ho ovviamente comprato un discreto numero di cose indispensabili.

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Tianfu square

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Non mi aspettavo che Chegdu fosse tanto differente da quello che avevo visto in Cina finora. La vita scorre più rilassata, le persone siedono per ore nelle innumerevoli sale da tè della città e fa buio molto più tardi rispetto al nord. Per certi versi è una città un po’ “hippie”. Spero di tornarci presto, sicuramente lo farò.

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I’m back from Chengdu and in a few hours I’ll be on a plane to Shanghai. It was a weird but amazing holiday. My mobile phone is gone and I’m learning to use a Chinese one with no VPN, Whatsapp, Facebook, Instagram, Google etc. I’m back to 1800. I don’t care much actually as I fell even more in love with this country. Chengdu is very different from Xi’an and I did not expect it to be like this, it’s a grey, huge, ultra-modern and multicultural city. For the first time I’ve spot some religious traces in China in its several Buddhist temples and in the Tibetan quarter, crowded by monks and typical restaurants. I somehow managed to see everything I wanted to even thought I had a long list.

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On the very first day there I went to Jinli, a big pedestrian area which is the street food heaven. China celebrates the New Year these days and it was very crowded. Anyway it’s a magical place. I’ve had dinner in the Tibetan area, following the precious advice of a friend who has been living in Chengdu for years. It’s a non-touristic place where food is delicious.

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Chengdu is the pandas hometown and therefore the second day was dedicated to panda-watching. I’ve learnt a lot about these super lazy animals. Such as the fact that they rarely look for a mate and that female have a 50% chance to give birth to twins – but the mother will only take care of the healtiest one, and that adult pandas avoid any activity as their diets is mainly composed just by bamboo. When it first opened in 1987 the center hosted 6 pandas. Today the number has grown to 146.

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I didn’t think I could make it due to the distance and the limited time I had, but I managed to visit Leshan and its famous Giant Buddha, the biggest in the world, which I’ve been wanting to see from longtime. Going during the holidays it’s CRAZY, I stayied in the line for about 2 hours and a half. To reach the bottom of the Buddha you have to get down a staircase where people were literally stuck. Anyway, it was worth it and I am happy I’ve decided to go.

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A not mystic place but not to be missed as well in order to better understand the city is Chunxi road, near the famous Tianfu square, with its giant Mao’s statue. It’s the neighborhood where you truly see modern China with its lights, giant ads screen and shops selling anything, which makes it the best place to shop. My pictures of Chunxi where on my gone phone, so adieu. I’ve readen somewhere that if you miss Chunxi road you fail to see Chengdu and I think it’s true, despite this is not an historical or cultural place. Of course I’ve bought quite a few things I couldn’t live without.

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Tianfu square

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I didn’t expect Chengdu to be so different from what I’ve seen of China so far. Life seems more relaxed, people sit for hours in the several tea houses around the city and the sun goes down way later than in the North. I felt that somehow it’s an “hippie” city. I hope to go back soon, surely I will.

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4 risposte a "Chengdu"

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