Cina · expat life · viaggi

12 ore a Pingyao

La scorsa settimana sono stata a Pingyao, sito UNESCO nonché l’unica città cinese ad aver conservato lo stesso aspetto che aveva sotto le dinastie Qing e Ming. Semmai vi venisse in mente di farci un salto in giornata e riuscire a fare tutto sappiate che NO – ahimè – non andrà così, nonostante sia una città piccolina che si gira a piedi. Da Xi’an con il treno veloce ci vogliono circa due ore per arrivare. Lista di cose da vedere accuratamente selezionate alla mano, ci sono voluti più o meno 15 minuti per capire che potevo tranquillamente cestinarla: all’interno delle mura della città, a meno che non si conoscano i nomi delle attrazioni in cinese, è impossibile comprendere nomi di templi, musei ecc, che al contrario, cercando su internet ho trovato solo in inglese. Quindi non ho capito cosa ho visto in sostanza. Ma la cosa non ha costituito un grosso problema. A parte per l’Ancient Government Office, che volevo visitare alle 15.30 per vedere lo spettacolo che si svolge ad orari fissi, ma siccome non si capiva niente è stata la prima porta che abbiamo varcato, ovviamente era troppo presto per lo show e il biglietto, guarda un po’, (unico per tutte le attrazioni di Pingyao – 130 yuan) consentiva di entrare una volta sola. La fortuna.

IMG_7343

IMG_7342

IMG_7272

IMG_7318

IMG_7295
Baozi 包子, Tofu e manzo freddo, la specialità di Pingyao 

Comunque Pingyao non mi ha delusa. Abbiamo visitato la famosa Ming-Qing street, un miliardo di templi tutti uguali e siamo saliti sulle mura antiche della città, una delle poche rimaste intatte in tutta la Cina.

IMG_7356

Faceva un caldo incredibile. Prima di tornare in stazione per prendere l’ultimo treno siamo capitate nei pressi del tempio di Confucio (questo si, ho capito cosa fosse) e nonostante fosse in chiusura ci hanno fatte entrare lo stesso <3. E meno male, perché è forse il tempio più bello di Pingyao.

IMG_7379

IMG_7380

Io e la mia compagna di viaggio siamo arrivate alla stazione del treno giusto in tempo per evitare la tempesta del secolo. Alla fine ero stravolta ma soddisfatta. Un capitolo a parte meriterebbe lo shopping. Le strade di Pingyao pullulano di negoziati di souvenir, ma sono stata brava. Ho comprato solamente un Qibao (o si dice Cheongsam? boh. Ancora non ho capito la differenza, che qualcuno mi illumini) che volevo da tanto. Uno dei miei rimpianti più grandi è non aver comprato un sari quando vivevo in India, anche se essendo essendo notoriamente di una comodità estrema sarebbe stato impossibile indossarlo senza una squadra di indiane al seguito che neanche le nobildonne nell’800 e un migliaio di spille da balia per ripiegarlo.

IMG_7385

Questo è quanto. Pingyao è una cittadina bellissima che meriterebbe più attenzione. Magari prima o poi ci tornerò.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...