Cina

Zhangye, la città di Marco Polo

Dopo aver visto le montagne arcobaleno, avevo ancora un giorno e mezzo da trascorrere a Zhangye, così ho avuto tempo di esplorare un po’ la città e i dintorni. Dopo la delusione della mattina precedente a Bing gou, chiuso per i danni causati dal maltempo, mi sono avventurata verso il National Wetland Park, un enorme parco molto carino per una passeggiata. All’interno si può salire su una torre con terrazza panoramica per avere una visuale dall’alto.

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Nel pomeriggio ho fatto un giretto in città. Zhangye è piccola rispetto alle grandi metropoli cinesi, con molte strade pedonali ed edifici dall’aspetto più o meno antico, ricostruiti per attirare turisti. La strada più famosa è Qing Ming Jie 清明街,un’area di edifici tradizionali che ospita soprattutto ristoranti con vari tipi di cucina da diverse regioni della Cina. Poco lontano si trova la principale attrazione in città: il tempio del Budda gigante (Da Fo Si 大佛寺). Peccato che all’interno, come in tutti i templi buddisti, non fosse consentito scattare foto. La statua del Budda disteso è davvero impressionante ed è la più grande in Cina nel suo genere. Misura 35.4 metri; solo le orecchie sono lunghe 2 metri. Secondo una leggenda, l’imperatore mongolo Kublai Khan sarebbe nato all’interno del tempio.

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Foto: Google

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Avevo provato a cercare la statua di Marco Polo senza successo, e alla fine mi ci sono imbattuta per caso, girovagando senza meta. Zhangye era una delle città più importanti della via della seta e a quanto pare deve essere piaciuta parecchio al viaggiatore veneziano, dato che ci rimase un anno. Nel Milione raccontò anche della sua visita al tempio del Budda reclinato.

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L’ultimo giorno avevo ancora un po’ di tempo a disposizione e l’ho impiegato per visitare il tempio di Ma Ti, a 50km circa da Zhangye. Appena fuori città iniziano a scorrere dal finestrino paesaggi meravigliosi. Ma Ti Si è un complesso di grotte e templi immerso tra le montagne. Ci sono due siti principali. Il primo è il più piccolo, con una serie di templi incastrati nelle rocce. Si vedono molte guide con l’abito tradizionale Yugu, una minoranze di appena 3000 persone che vivono principalmente nel Gansu.

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Al secondo sito si arriva passando per un villaggio dove ci sono principalmente ristoranti e negozi di souvenir, oltre ad una scuola e un ambulatorio. Si arriva al tempio più grande, dove si può entrare avventurandosi per scale ripidissime e corridoi claustrofobici che portano alle sale di preghiera. Le antiche statue furono distrutte dalle guardie rosse durante la Rivoluzione Culturale e sono state sostituite con altre nuove.

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Sulla strada del ritorno si trova un altro piccolo tempio in cui vale la pena fermarsi.

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Dopo un’ora in macchina sono di nuovo a Zhangye, pronta per salire sul treno. Riparto senza averne veramente voglia. Mi sarebbe piaciuto spingermi più ad ovest, fino al deserto di Dunhuang, ma ormai sono già in viaggio. Mentre procediamo a 300 km all’ora in un vagone pieno di gente mi chiedo se troverò il tempo di tornarci, prima o poi.



Zhangye, Marco Polo’s town

After seeing the Rainbow Mountains, I still had some time to spend in Zhangye, so I could explore a bit the city and its surroundings. After the disappointment of the morning, with Bing gou being closed for the damages caused by bad weather, I ventured towards the National Wetland Park, a huge, green area, very nice to have a walk in. Inside you can climb a tower with a panoramic terrace and catch a view from above.

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In the afternoon I took a stroll around the city. Zhangye is small compared to other Chinese cities; with many pedestrian streets and old-fashioned buildings, rebuilt to look ancient in order to attract tourists. The most famous street is Qing Ming Jie 清明街, a road with ​​traditional buildings that mainly hosts restaurants with various types of cuisine from different regions of China. Not far away is the main attraction in the city: the temple of the Giant Buddha (Da Fo Si 大 佛寺). It’s such a shame that inside, as in all Buddhist temples, you’re not allowed to take pictures. The statue of the reclining Buddha is really impressive and is the largest in China of its kind. It measures 35.4 meters; only the ears are 2 meters long. According to a legend, the famous Mongol emperor Kublai Khan was born inside the temple.

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Foto: Google

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I tried to look for the statue of Marco Polo without success, and at the end I came across it by chance, wandering aimlessly. Zhangye was one of the most important cities on the Silk Road and apparently the Venetian traveler must have liked it a lot, staying over there an entire year. In his memoir, he also wrote about his visit to the temple of the reclining Buddha.

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The last day I still had some time available and I used it to visit the Ma Ti temple, about 50km away from Zhangye. Just outside the city, wonderful landscapes rolled out the window. Ma Ti Si is a complex of grottoes and temples dig in the mountains. There are two main sites. The first is the smallest, with a series of temples embedded in the rocks. You see many guides with the traditional Yugu dress, which is a minority of just 3000 people living mainly in Gansu.

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The second site can be reached by passing through a village where there are mainly restaurants and souvenir shops, as well as a school and a clinic. You arrive at the largest temple, where you can go up by climbing steep stairs and claustrophobic corridors leading to the prayer halls. The ancient statues were destroyed by the red guards during the Cultural Revolution and are now replaced with new ones.

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On the way back there is another small temple which is worth seeing too.

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After an hour in the car I’m back in Zhangye, ready to step on the train. I leave with reluctance. I would have liked to push myself further west, to the desert of Dunhuang, but now I am already on my way home. As we proceed with a speed of 300 km/hour in a wagon full of people I wonder if I will find the time to come back, sooner or later.

3 risposte a "Zhangye, la città di Marco Polo"

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