Cina · expat life · Xian

Banpo, il lato underground di Xi’an

Quest’estate non ho girato molto per Xi’an, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per il caldo torrido, che solo ora inizia a farci respirare. Oggi ho approfittato delle vacanze in occasione del Mid-Autumn Festival per esplorare l’area di Banpo e la sua art street.

Si emerge a Banpo 半坡, nella parte est della città, dopo una lunga corsa in metro. E pensare che fino a qualche mese fa vivevo a sole due fermate di distanza, ignorando l’esistenza di quest’area “underground” di Xi’an. Imboccata l’uscita C, dopo 5 minuti a piedi si arriva nell’art district. Quello che più amo di Xi’an è che storia e modernità coesistono; a due passi dalle antiche mura sorgono imponenti centri commerciali e negozi di lusso; così come si gode di un’ottima vista della Bell Tower dal Pacific Coffee situato di fronte. Nonostante questi contrasti, l’area di Banpo mi ha stupita. Sarò sincera, per un turista di passaggio è probabilmente un posto poco interessante; e a parte scattare qualche foto ai murales e rilassarsi in un caffè, non c’è molto da fare.

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Detto questo, a me è piaciuto parecchio scoprire questo lato insolito di Xi’an. Si arriva nell’area della street art imboccando l’uscita C della metro e camminando per 5 minuti. Quel che ci si trova davanti è un grande capannone e l’impressione di essere in una fabbrica abbandonata, cosa che in effetti è vera. E lo sarebbe ancora se non fosse per una manciata di artisti che hanno ridato uno scopo a questa zona, oggi animata da vivaci murales, un paio di ragazzi in skateboard e qualche decina di cinesi che scattano selfie. C’erano anche diverse persone che l’hanno scelta come location per un servizio fotografico, attività estremamente popolare in Cina. Ovunque, nei luoghi più famosi (solitamente parchi e altri posti scenografici) si vedono spessissimo coppie di futuri coniugi con fotografo al seguito ed elaboratissimi vestiti (per le donne) posare per degli scatti che saranno poi pesantemente ritoccati per aderire ai bizzarri – diciamo così – standard di bellezza cinesi (occhi esageratamente grandi, pelle eterea, fisici esili). Confesso che osservando le foto di alcuni amici e conoscenti nei loro album di nozze ho fatto spesso fatica a riconoscerli. Ad ogni modo, anche Banpo è meta di pellegrinaggio di donne vestite come gigantesche bomboniere e uomini in giacca e cravatta con qualsiasi temperatura.

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Il motivo principale per spingersi in questa remota zona nella Xi’an orientale è l’eccentricità dell’art district: un labirinto di corridoi – molti poco illuminati e dismessi – botteghe d’arte e negozi per la maggior parte chiusi (apparentemente per sempre) e un’atmosfera da quartiere-fantasma. Dopo quasi un anno passato qui e dopo aver visto praticamente tutto quel che c’è da vedere di più importante, uscire dai circuiti conosciuti ed esplorare Banpo è stata un’avventura divertente per scacciare la “pigrizia dell’expat”, quell’apatia che fa sì che all’estero (ma non solo) si frequentino sempre gli stessi 3-4 posti “sicuri”.

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Dovrebbero essercene di più più giornate così. E magari anche più giorni di vacanza.

 


Xi’an off the beaten track: Banpo Art District

This summer I did not explore much of Xi’an, partly because of lack of time, partly ‘cause of the hot weather, which is letting us breathe again just now. Today I took advantage of te Mid-Autumn Festival holidays to venture into Banpo and its art street.

You get to Banpo 半坡, in the Eastern part of the city, after a long subway ride. Just a few months back I was living two stops away, but still I was ignoring the existence of this “underground” area of ​​Xi’an. Take exit C and after 5 minutes walking you arrive in the Art District. What I love most about Xi’an is that history and modernity coexist; just a bunch of meters away from the Ancient Walls you find huge shopping malls and luxury stores; similarly, you can enjoy an excellent view of the Bell Tower from the Pacific Coffee located just across the road. Despite getting used to these contrasts, the Banpo area amazed me. I will be honest, for a tourist spending a few days in Xi’an is probably an uninteresting place; and apart from taking some pictures of the murals and relaxing in a cafe, there isn’t much to do.

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That being said, I really enjoyed discovering this unusual side of Xi’an. You arrive in the Art District by exiting the C gate of the metro and walking for 5 minutes. What will stand before your eyes will then be a large warehouse and you’ll get the the feeling of being in an abandoned factory, which is indeed true. Thanks to a bunch of artists this area has been given back a purpose and is now animated by lively murals, a couple of guys skateboarding and a dozen of Chinese taking selfies. There were also several people who chose it as a location for a photoshoot, an extremely popular activity in China. Very often, in the most famous spots (usually parks or other scenic places) you can see spouses to-be with their photographer wearing elaborate clothes (women) and posing for pictures that will then be heavily photoshopped to adhere to the – let’s say – bizarre Chinese beauty standards (exaggeratedly large eyes, ethereal skin, slim figure). I confess that looking at the wedding photos of some friends I have often had trouble recognising them. In any case, Banpo is a pilgrimage destination for women dressed as gigantic candies and men in suits and ties with almost 30°.

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The main reason for venturing in this remote area in Eastern Xi’an is the eccentricity of the District: a labyrinth of hallways – many in the darkness and decommissioned – art stores and shops mostly out of business and a ghostly atmosphere. After almost a year spent in this city and after having seen everything on the mainstream tourist path, getting out of the known circuit and exploring Banpo was a fun adventure to push away the “expat laziness”, that apathy that makes people living abroad (but not only) always hang out in the same 3-4 “safe” places.

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There should be more days like this. And more days of vacation too.

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