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Il mio viaggio in Thailandia da sola

A malincuore sono tornata dal mio viaggio in Thailandia. Solitamente non mi dispiace tornare a casa a Xi’an ma stavolta sarei rimasta volentieri. Sarà che la vista spiaggia è stata rimpiazzata da quella dei grattacieli e i banchetti che vendono acqua di cocco con bancarelle che friggono qualsiasi cosa già alle 8 di mattina. O anche il dover scambiare le infradito con giacca e sciarpa. L’unica costante, la presenza di cinesi che pare vadano tutti in vacanza in Thailandia. E i tailandesi infatti si sono attrezzati imparando il mandarino e adattando la cucina ai gusti dei turisti (senza contare che tutto è tradotto sia in inglese che in cinese). Mi sono persino ricordata di come sia bello avere internet libero nel mondo normale dove non si dipende da una VPN per cercare la ricetta del ragù su Google.

Sono stata a Bangkok e Phuket, sempre da sola. Pianificare l’itinerario di viaggio non è stato facile. Ho iniziato un mese fa cercando su internet quali regioni fosse meglio evitare (ottobre rientra nella stagione dei monsoni), trovando circa mille pareri differenti, roba da perdere il senno. Alla fine ho deciso che non potevo non visitare Bangkok e ho incrociato le dita per Phuket e fortunatamente mi è andata bene. A parte la prima mattina, dove sembrava dovesse diluviare per sempre, c’è sempre stato il sole. Sono persino riuscita ad abbronzarmi, cosa che non mi capita mai.

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A Bangkok ho camminato per quasi 11 ore tutti i giorni, mi sono innamorata del cibo thai e ho mangiato praticamente qualsiasi dolce contenesse cocco (e mango). Ho visitato posti che hanno superato ogni mia aspettativa. Ho fatto shopping nel mercato di Chatuchak che è tanto grande che non si riesce a descrivere, dicono sia il più vasto del sud-est asiatico. Aggiungerei che l’unica cosa che mi ha frenato dal riportarmi a casa mezzo mondo è il fatto di essere partita col solo bagaglio a mano. Purtroppo, perché tutto costa davvero poco e contrattando ancora meno.

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Ho visto posti che pensavo esistessero solamente nei film e ho avuto un incontro ravvicinato con un lemure che è diventato il mio animale preferito. Sul serio: era morbidissimo, la cosa più tenera mai vista, altro che gattini su YouTube. Mi sono incantata di fronte alla gentilezza del popolo tailandese, nonostante l’Asia mi abbia già dato tantissimi esempi della disponibilità delle persone. Ho provato il massaggio thai due volte. Ho persino preso parte a dei tour organizzati, ad Ayutthaya e Phang Nga – cosa che mi ero ripromessa di non fare mai più – ma stavolta non c’era altro modo per vedere quel che volevo vedere e quindi o va bene così o va bene così. Per fortuna è andata bene così.

Volevo fare solo una premessa e invece ho già scritto tanto. è stato davvero un viaggio denso di esperienze e sensazioni che continuano ad affiorare anche ora che sono di nuovo a casa. Spero di riuscire a rendergli giustizia nei prossimi racconti.

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