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Qingdao, uno strano mix di Europa e Cina

Anche se sono tornata da 3 anni ci tenevo a scrivere un post su Qingdao. Qingdao è stata un’ex colonia tedesca e ne è stata influenzata tantissimo, i tedeschi aprirono qui la distilleria Tsingdao che è la birra cinese più conosciuta ed esportata. Di conseguenza, Qingdao è uno strano mix tra architettura tedesca e occidentale, russa e cinese.

La prima cosa che infatti si nota è che non sembra più di essere in Cina. Oltre alla birra, Qingdao è famosa per le sue spiagge dorate, creativamente battezzate spiaggia n. 1, 2 e 3. Diciamo che l’inverno non è proprio la stagione migliore per il turismo. Nonostante i 9 milioni di anime che la popolano, in giro non c’era nessuno. No, decisamente non sembra più la Cina. La Old Town ricorda il centro storico di una qualunque città europea.

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Quella che si vede nelle foto è la cattedrale di San Michele, costruita da missionari tedeschi nel 1934, danneggiata durante la rivoluzione culturale, restaurata e riaperta nel 1992. Proseguendo a piedi in direzione della costa ci si ritrova davanti il molo con il padiglione ottagonale famoso per essere raffigurato nel logo della birra Tsingdao.

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Altra meta turistica famosa è Badaguan: un quartiere di villette in stile occidentale a due passi dalla spiaggia. Alcune di queste sono aperte ai visitatori, tipo la Hua Shi Villa 花石楼, a meno che non arriviate giusto all’orario di chiusura come ho fatto io. La villa è stata costruita nel 1930, ed apparteneva ad un aristocratico russo.

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Tornando alla birra, c’è un’intera via a questa dedicata: Dengzhou Road 登州路. Immagino che d’estate debba essere un posto vivace, a gennaio non proprio. Oltre ad una miriade di ristoranti di pesce e al museo della birra, a Dengzhou lu potrete degustare una Tsingdao appena spillata e servita direttamente in buste di plastica (con la cannuccia!). In fondo praticamente qualsiasi cibo da asporto viene servito così (salsa di soia compresa) e quindi perché non la birra?

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A parte birra e spiagge, Qingdao è la città dei caffè hipster. Ce n’è uno ad ogni angolo, tutti arredati con sobrietà. Se non fosse abbastanza, c’è anche un’intera via denominata coffee and tea street.

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Ok, questo era leggermente inquietante.

Nel Creative 100 Industry Park c’è un caffè dedicato ad Harry Potter.

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Altro luogo iconico è Piazza del 4 Maggio. Deve il suo nome al movimento studentesco del 4 maggio 1919, nato per protestare contro l’articolo 156 del Trattato di Versailles che dopo la prima Guerra Mondiale trasferiva la concessione di Qingdao dalla Germania al Giappone, invece che restituirne l’autorità alla Cina.

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Per quanto riguarda lo street food, pesce e strani frutti di mare vanno per la maggiore. A Pichai Yuan potrete anche scoprire che sapore ha una stella marina. Questo mercato semi nascosto che si trova nella Old Town riporta all’istante nella tipica atmosfera cinese.

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Anche se gennaio è decisamente il momento meno indicato per visitarla, Qingdao mi ha colpita molto. L’inverno a Xi’an è lungo e le giornate grigie e ti fa invidiare chi vive a due passi dal mare e può passeggiare tutto l’anno sulla spiaggia, poco importa se le temperature sono fredde e tira vento. Insomma, non sarà stato il periodo ideale, ma per scappare da inquinamento e cielo plumbeo, ne è valsa la pena.

 

 

 

2 risposte a "Qingdao, uno strano mix di Europa e Cina"

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