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Aspettando l’anno del maiale

Starbucks a Xi’an, 30 dicembre.
La famiglia in coda davanti a me sta ordinando l’equivalente della Colombia in caffè. Il padre si rivolge al bambino, apparentemente più interessato a tenere aperta la porta del locale per farci morire tutti assiderati: Continua a leggere “Aspettando l’anno del maiale”

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E così ho concluso il mio 2017 cantando davanti a 200 persone

Ho trascorso un capodanno decisamente surreale.

Sono sopravvissuta ad una cena di mille ore e ho cantato davanti ad una platea di 200 cinesi. Su un palco. Da sola. Ma partiamo dall’inizio: la mia scuola ha organizzato la serata ed erano presenti tutti i miei colleghi e capi (ahahah). Scopro che la faccenda è seria: ognuno deve esibirsi – viene arbitrariamente deciso da altri che io devo cantare, in inglese, va bè. Non mi dilungherò sulle mie capacità canore e dirò solo che ho scelto These boots are made for walking, perché se l’ha cantata Jessica Simpson ce la posso fare pure io eccheccavolo. Continua a leggere “E così ho concluso il mio 2017 cantando davanti a 200 persone”